martedì 14 agosto 2012

Una fionda per Davide?

ILVA: MILLE IN PIAZZA A TARANTO E APPLAUSI A GIP
OPERAIO SIDERURGICO CATALDO RANIERI È IL SIMBOLO DELLA PROTESTA
(dell'inviato Roberto Buonavoglia)

Non chiamatelo capopopolo, potrebbe offendersi. Ma il carisma di Cataldo Ranieri, operaio dell'Ilva di 42 anni, è tipico di chi le battaglie ha deciso di farle sul serio e non certo contro la magistratura ma per difendere dall'inquinamento industriale la sua città. Lui, addetto agli impianti marittimi del siderurgico tarantino, che - dice - da «tre anni sono sotto sequestro con facoltà d'uso», è in grado di parlare alla gente, di scandire quelle parole che la politica ha smesso da tempo di pronunciare. È capace pure di emozionarsi. I cittadini lo sanno e lo seguono, come un capopopolo. Per questo oggi pomeriggio Ranieri e gli aderenti al 'comitato cittadini e lavoratori liberi e pensantì, del quale l'operaio è portavoce, sono riusciti a portare nella centralissima piazza della Vittoria circa mille persone. È vero, non si tratta di molta gente anche se mancano tre giorni a Ferragosto e la città è semi deserta, ma a Taranto tante persone per strada a parlare dell'Ilva e di tumori su invito di un gruppo di comitati non si erano mai viste. E poi è la piazza a mormorare che finalmente qualcosa si muove e che l'anello di congiunzione tra i vari comitati e associazioni è proprio questo ragazzone biondo che si consegna alla folla, alle telecamere e ai flash con ciabatte infradito, bermuda e t-shirt. Per spiegare subito di che pasta è fatto dice di essere «politicamente indipendente», di lavorare all'Ilva da 15 anni, di avere due figli maschi di 9 e 13 anni e aver un mutuo sulle spalle da 650 euro al mese che finirà di pagare tra 25 anni.
Quindi, è uno che ha certamente bisogno di lavorare per vivere.
Ma dice di essere felice di «avere finalmente rotto le catene» per dire alla gente «che i politici hanno tradito i tarantini perchè non sono mai intervenuti per fermare l'Ilva che avvelena Taranto», e ai suoi colleghi «che non si può barattare un posto di lavoro con la salute dei nostri figli».
Ranieri è il primo a parlare alla folla, poi interverranno gli aderenti ad altri comitati. Ma quello che subito balza all'attenzione è la voglia dei tarantini di dire basta.
Infatti, non si era mai vista una piazza acclamare a squarciagola come si fa allo stadio il nome di un giudice, il gip Patrizia Todisco, che ha deciso di sequestrare le aree a caldo dell'Ilva e che ha avuto il coraggio di ribadire che gli impianti vanno fermati. Al magistrato la folla ha riservato anche un applauso scrosciante. «Mentre fino a qualche mese fa - ha detto Ranieri - si invitava la magistratura a fare il proprio dovere sull'inquinamento provocato dall'Ilva, ora ci sono attacchi anche politici a un giudice che ha fatto solo il suo dovere».
«La gente - sottolinea l'operaio - sa che la classe politica che finora ci ha rappresentato qui a Taranto ci ha tradito e non è mai intervenuta per fermare l'Ilva che avvelena la città».
Bacchettate non sono mancate al governo che ha deciso di inviare a Taranto il 17 agosto prossimo tre ministri. «Vengono - dice Ranieri, a cui fanno eco gli esponenti di altri comitati - per tutelare gli interessi dell'Ilva: noi, tre ministri, li avremmo voluti qui a Taranto per i bambini del rione Tamburi intubati in ospedale perchè ammalati di tumore». Ed è stata proprio una storia di tumore che lo ha indotto a fondare il comitato. «Il 27 luglio - racconta emozionato - stavamo bloccando il ponte girevole per protestare contro il sequestro dell'Ilva; mi si è avvicinato un automobilista e mi ha detto: 'Io devo passare, devo accompagnare mia moglie a fare la chemioterapià. Da quel giorno - sospira - la mia vita è cambiata». (ANSA).

2 commenti:

Abate di Thélème ha detto...

Siamo di nuovo "sul pezzo", come si suol dire nel mondo dell'informazione: qui trovate tutti i provvedimenti mancanti a data odierna. Sia "l'interpretativo - attuativo", sia quello, molto discusso ed introvabile, in cui la dottoressa Todisco revoca il ruolo di custode all'ex prefetto Ferrante, con motivazione molto stringente ed attuale. E inedita.
Spero sia utile a tutti: le fonti non mediate sono uno strumento essenziale.
Grazie per l'attenzione e lo spazio concessoci nel recente passato.

http://corporeuscorpora.blogspot.it/2012/08/tarasleaks-2012-i-due-provvedimenti-del.html

coxta ha detto...

grazie!!