lunedì 15 settembre 2014

La società civile e l'inciviltà amministrativa


Martedì alle h. 20.00 presso i giardini "De Curtis" un nuovo incontro pubblico

“Ammazza che Piazza” non molla e rilancia


C’è qualcosa di profondamente marcio in questa città. C’è qualcosa di profondamente sbagliato se alla conferenza stampa di “Ammazza che Piazza” di sabato scorso, non si è presentato un solo esponente delle istituzioni locali, così come nessun rappresentante dell’AMIU. Ancora più indecorosa, se possibile, l’assenza totale degli organi di stampa locali (per dovere di cronaca citiamo la presenza di Manuela Marchi del sito www.progettoalchimie.it), che ancora una volta hanno dimostrato ciò che realmente sono. Ovviamente, non c’era un solo rappresentante della così detta “società civile”: che pretende ogni giorno, da anni, di fornire esempi ed insegnamenti morali ad un’intera città sulla democrazia e sulla partecipazione attiva, finendo poi per collezionare figure che si commentano da sole e i cui inesistenti risultati sono oramai sotto gli occhi di tutti.
Noi c’eravamo. Ma non certamente per farci belli o perché ci riteniamo migliori degli altri (come continua a pensare e sostenere qualche buontempone). Ma perché, come hanno ricordato i ragazzi di “Ammazza che Piazza”, ci siamo sempre stati, sin dall’inizio. Nei momenti migliori ed in quelli peggiori. Senza lasciarli mai soli. E questo continueremo a fare. Perché da sempre siamo dalla parte delle anime belle di questa città. Dalla parte di chi ogni giorno si dedica realmente a fare qualcosa di fattivo e concreto per migliorare questa realtàPerché al di là delle tante parole e dei proclami che oramai da queste parti si sprecano, noi continuiamo a preferire i fatti. Che realizzano le idee di chi se ne fa portavoce.
La conferenza stampa di sabato era stata convocata per illustrare alla cittadinanza quanto accaduto prima e dopo la festa in cui “Ammazza che Piazza” ha festeggiato i suoi tre anni di vita. E soprattutto per chiarire una volta e per tutte la querelle scoppiata con l’AMIU. Che non ha avuto di meglio da fare negli ultimi giorni, che attaccare questi ragazzi: dimostrando ancora una volta che il proverbio che recita “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo?”, è più attuale che mai.

L’azienda nei giorni scorsi aveva infatti sostenuto in un comunicato stampa, che “Ammazza che Piazza” avrebbe mancato di richiedere un intervento dell’azienda municipalizzata nelle giornate successive alle serate. In realtà, la storia è andata diversamente. “Per chiarezza, - hanno chiarito i ragazzi di ‘ACP’ mostrando in conferenza stampa tutta la documentazione che certifica le loro richieste all’AMIU - si deve precisare che nei giorni precedenti l’evento, molti di noi si sono recati sul posto che avrebbe dovuto ospitato la festa, per verificarne le condizioni. Nonostante la richiesta fosse stata trasmessa per tempo agli organi competenti, nessuno si era preoccupato di garantire un minimo di decoro all’area interessata. Come nostra abitudine, non ci siamo persi d’animo e ci siamo adoperati per ripulire l’intera zona, con i pochi mezzi a nostra disposizione. Addirittura nell’area erano presenti enormi tronchi di alberi abbattuti, che in tutti questi mesi, nessuno si era preoccupato di rimuovere. Inoltre, la zona era completamente invasa da rifiuti e oggetto abbandonati di ogni genere, molti dei quali certamente risalenti a quando ancora in quella zona si teneva il mercato domenicale. Di fronte ad una tale situazione, gli uffici dell’AMIU avrebbero fatto una più degna figura ad apprezzare il lavoro svolto da noi che, a prezzo del loro tempo e del loro sacrificio “a titolo gratuito”, hanno ripulito e rimesso a nuovo quella zona.
In realtà, un intervento l’AMIU l’ha effettuato. Precisamente nella giornata del 4 settembre. “Nel corso del breve intervento, - dichiara ‘ACP’ - l’AMIU ha dovuto limitarsi a svuotare i contenitori destinati ai rifiuti, alla cui rimozione avevamo già provveduto noi, e a passare la macchina per lo spazzamento meccanico, mostrando una volontà di collaborazione con ACP, evidentemente smentita dai fatti verificatisi immediatamente dopo. Il giorno successivo, infatti, nonostante le numerose richieste da parte nostra, nessuno si è visto. Ciò ha costretto tutti noi, dopo due giorni di grandi fatiche, sostenute al solo fine di regalare momenti di festa all’intera cittadinanza, a ripulire l’area, senza l’aiuto di nessun appartenente all’amministrazione pubblica. Inoltre, nonostante questo, l’AMIU sostiene che il mancato preavviso ha causato disservizi al regolare svolgimento delle loro attività lavorative.
Quanto sopra si commenta da solo. Ciò che resta chiaro ed indelebile, e che resterà per sempre scolpito nella storia di questa città, è che questo gruppo di ragazzi nato nel 2011 porta avanti un progetto che nessuno si era mai neanche sognato di pensare. All’inizio erano appena in 6, oggi sono quasi 50. Il che dimostra che il buon esempio e le buone pratiche trovano terreno fertile ovunque, anche in questa città che in tanti vorrebbero vedere morta e spenta proprio nei più giovani.
“Ammazza che Piazza” è anche e soprattutto una speranza: per i tanti ragazzi che non vogliono andare via dalla loro città e vogliono provare a fare qualcosa di concreto e utile. Per tutti. E’ anche e soprattutto così se sono nati nel tempo altri gruppi legati ad “ACP”, come ad esempio le Officine Tarantine, l’Ardita Due Mari, i Ragazzi del Quartiere di Tramontone, Piazza Pulita di Lama, ed altre piccole realtà che stanno nascendo nei vari paesi della provincia ionica. Ma è anche giusto e doveroso citare Plasticaqquà Taranto, che da mesi ripulisce le spiagge cittadine. Così come il comitato dei Liberi e Pensanti che pur occupandosi di altro, partecipa alla vita sociale della città ed è spesso e volentieri in prima linea. Stesso discorso vale anche per AcheoTower e il comitato Città Vecchia che operano fattivamente sul territorio, portando avanti le loro idee.
A dimostrazione che Taranto è viva. E i suoi giovani non sono tutti indifferenti o presunti “figli di papà”. “Ammazza che Piazza”, questi ragazzi, vanno incoraggiati e sostenuti. Sempre. Da tutta la cittadinanza, anche da quella più indifferente che però non tarda ad utilizzare il lavoro di ripristino delle aree a verde. Lavoro ed impegno che va difeso non soltanto contro l’indifferenza. Ma anche e soprattutto contro chi, ancora oggi, si diverte ad ignorare tutto questo. A cominciare dalle nostre istituzioni. Incredibilmente indifferenti all’opera portata avanti da questi ragazzi: quando dovrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra città. Quando dovrebbero aiutarli, sostenerli, coinvolgerli. E farsi coinvolgere.
Un impegno che va difeso anche dallo snobismo stomachevole degli organi di stampa locali. Che da oltre due anni a questa parte stanno provando, inutilmente, a rifarsi una verginità. Dopo anni di silenzi conniventi. Dopo anni di lauti introiti grazie alla pubblicità della grande industria, Ilva in primis. Organi di stampa sempre molto attenti però a non scontentare nessuno. E soprattutto a non far arrabbiare nessuno. Visto che sanno molto bene che tra i tanti faldoni secretati dal segreto istruttorio nell’indagine sull’Ilva, ce ne sono diversi che riguardano tutti loro. Anche se con responsabilità e coinvolgimenti diversi. E pensare che tempo addietro abbiamo anche dovuto assistere a manifestazioni a difesa della “libertà di stampa”, da parte della società civile che oggi con quella stampa ci va a braccetto per avere quanta più visibilità possibile. E’ il solito discorso del “do ut des”. Niente di più e niente di meno.
Ciò che sentiamo di dire a questi ragazzi, tutti loro nessuno escluso, è quello di andare avanti per la loro strada. Sostenendo sempre le loro idee e fregandosene dell’indifferenza altrui, perché la riconoscenza non è purtroppo di questo mondo. Ciò che ci sentiamo di dir loro, è di essere fieri di loro stessi e di ciò che fanno ogni giorno. E di continuare a farlo per loro, per questa città, perché sono dalla parte giusta. E perché da lassù c’è sempre il buon Claudio a proteggerli. Ignorando chi crede di contare qualcosa soltanto perché ha avuto nella vita la “fortuna” di far parte delle istituzioni o di lavorare in ambienti che “contano”. Come abbiamo detto in un breve intervento durante la conferenza stampa, non valgono più di semplici moscerini.
Del resto, la frase conclusiva della conferenza stampa da parte dei ragazzi di ‘ACP’ rende ben chiaro tutto quanto: “Istituzioni, AMIU e stampa assente. Ammazza che Piazza e vera informazione presente”. E per chi volesse contribuire ed entrare a far parte di questo grande movimento, segnaliamo che martedì alle ore 20 presso i giardini “Totò De Curtis” si terrà un’assemblea pubblica. State pur certi che questa volta, questi ragazzi non riuscirete a fermarli. Perché sono tanti e perché ogni giorno sono sempre di più. E soprattutto perché, loro sì, sono e saranno sempre dalla parte giusta. Sino all’ultimo respiro. Ad maiora.

Nessun commento: