lunedì 10 febbraio 2014

Ilva: ArcelorMittal interessata all'acquisto

 Aspettando di conoscere la fonte "anonima", pubblichiamo qui di seguito l'articolo di Massimiliano Di Giorgio - Reuters Italia




ROMA/LONDRA, 10 febbraio (Reuters) - ArceloMittal, primo produttore mondiale di acciao, è tra i soggetti interessati all'acquisto dell'italiana Ilva, hanno riferito oggi a Reuters diverse fonti.
Ma il vero nodo da sciogliere prima che la famiglia Riva, che ne è proprietaria, possa intraprendere la vendita dell'azienda siderurgica di Taranto, è quanto costerà il piano di risanamento ambientale imposto dal governo per ridurre i livelli d'inquinamento atmosferico e che potrebbe arrivare a 3 miliardi di euro, aggiungono le fonti.
Da giugno 2013 il governo ha commissariato lo stabilimento, che è retto dal commissario Enrico Bondi, dopo che nell'estate del 2012 la procura di Taranto ha sequestrato parte degli impianti nel'ambito di un'inchiesta per disastro ambientale che ha portato anche all'arresto di alcuni ex dirigenti.
Nel maggio dello scorso anno, poi, i magistrati hanno ordinato un sequestro preventivo di beni pari a oltre 8 miliardi di euro.
L'impianto è anche stato causa dell'apertura di una procedura d'infrazione della Commissione europea contro l'Italia per il mancato controllo delle emissioni tossiche.
"Ho saputo negli ultimi giorni che ArcelorMittal ha mostrato interesse all'acquisto di Ilva", ha detto a Reuters una fonte a conoscenza della situazione, che preferisce restare anonima data la delicatezza della questione.
Né la famiglia Riva, né Ilva, né ArcelorMittal hanno voluto commentare in alcun modo la notizia.
Voci che parlavano di un interesse di ArcelorMittal per Ilva erano circolate già un anno fa.


Colin Hamilton, responsabile commodities research per Macquarie, si dice scettico sull'opportunità che ArcelorMittal faccia un simile passo: : "Non penso che gli azionisti vogliano comprare qualcos'altro oltre all'impianto Thyssen negli Usa". Ma l'analista ammette che la mossa darebbe ad ArcelorMittal "una migliore porzione di mercato in Europa e nell'Europa del sud in particolare".
Secondo un report di J.P. Morgan, invece, ArcelorMittal avrebbe l'opportunità di entrare in Ilva piuttosto come azionista, offrendo all'azienda un contributo per migliorare la distribuzione, l'ottimizzazione degli asset e anche la volatilità dei prezzi.
ALTRI SOGGETTI INTERESSATI
"Ci sono anche altri soggetti interessati, ma non posso dire i nomi... Al momento comunque non ci sono negoziati con i Riva", ha detto ancora la fonte. "Bisogna aspettare che venga pubblicato il piano di risanamento ambientale, e poi il nuovo piano industriale, perché a quel punto si conosceranno le cifre".
La fonte ha aggiunto che il costo del piano ambientale si aggira sui 3 miliardi di euro.
Anche una fonte del settore ha detto che "Mittal sta valutando l'acquisto di Ilva" e di aver sentito che "altri soggetti russi, cinesi e italiani sono interessati".
Tra le aziende interessate, dice la fonte, ci sarebbero le italiane Arvedi, il cui portavoce non ha voluto però fare dichiarazioni, e Marcegaglia, da cui non è stato possibile avere un commento.
"Ilva sta perdendo denaro, dunque diventa più urgente trovare una soluzione. Ma è difficile fare progetti fino a che non ci sarà più chiarezza sulla ristrutturazione ambientale. E' difficile valutare il prezzo dell'impianto", ha aggiunto la fonte di settore.


Un'altra fonte a conoscenza del dossier ha detto di aver sentito della manifestazione di interesse da parte di ArcelorMittal sin dalla scorsa settimana. Ma, dato che non sono stati risolti ancora gli aspetti relativi al piano di risanamento ambientale e al nuovo piano industriale, da tempo attesi, la fonte ha escluso che allo stato attuale possano arrivare offerte formali.
Una fonte interna di Ilva ha detto che l'impianto registra oggi una produzione di 20.000 tonnellate al giorno, pari a circa 7 milioni di tonnellate annue. Nel 2013 l'azienda ha venduto acciaio per circa 6,3 milioni di tonnellate, rispetto agli 8,3 milioni del 2012.
Nei giorni scorsi l'azienda ha proposto il contratto di solidarietà per circa circa 3.500 dipendenti, cioè circa un terzo del personale dell'acciaieria tarantina.


- hanno contribuito Silvia Antonioli e Angel Maytaal da Londra, James Mackenzie da Roma


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