lunedì 10 giugno 2013

Musealizzazione? Mah..

Pensiamo alla galea veneziana recuperata con il concorso di enti prestigiosi di ricerca, mettendo l'area in secca e comunicando in tempo reale i risultati della campagna.
Poi apprendiamo che a Taranto tutto è stato fatto in fretta e furia, senza risalto alcuno e spedendo i reperti fuori in attesa di tornare per un sedicente museo (ma non l'avevano promesso anche per la nave romana ormai definitivamente marcita nelle segrete dell'ala comunale del Castello Aragonese?)
Da qui si capisce ancora una volta la città necessaria. Il porto è la priorità, le banchine nuove per le industrie e i commerci. Il mare serve a questo.
La storia, l'archeologia, il turismo fanno colore solo per un giorno, ogni tanto, nelle terze pagine dei giornali!
Buon viaggio relitto di S. Nicolicchio!

Taranto, recuperato il relitto di San Nicolicchio

Nell’ambito del progetto proposto dalla Autorità Portuale di Taranto e finanziato con Legge obiettivo n. 443/01 – Delibera CIPE n. 74/03 e n. 104/2010 per la realizzazione della “Piastra Logistica del IV Sporgente”ricadente nell’area di San Nicolicchio, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia ha coordinato attività di rilievo e di recupero di un relitto post-medievale parzialmente conservato sul fondale nella parti della chiglia e in diverse ordinate di una delle murate.

recupero_relitto I lavori sul relitto, che era già stato segnalato nel 2005 dai militari  della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza, sono stati affidati alla “Tesi Archeologia srl” di Genova dalla “A.C.I. S.c.p.a. Argo Costruzioni Infrastrutture” di Tortona (AL), affidataria del Concessionario Taranto Logistica S.p.A per la progettazione e realizzazione del nodo infrastrutturale del Porto di Taranto
Il relitto recuperato é stato trasferito a Salerno nel laboratorio di restauro della S.p.a. “Legni e Segni della Memoria” altamente specializzato per il recupero di materiali organici di provenienza subacquea, dove subirà un trattamento di lavaggio e consolidamento finalizzato alla sua esposizione a Taranto, in un edificio idoneo che questa Amministrazione cercherà di individuare di concerto con gli Enti interessati.
Oltre al recupero,  sono stati condotti saggi di scavo mediante l’uso della sorbona per verificare e circoscrivere l’area di dispersione interessata dalla presenza di materiali ceramici di vario tipo, anche di particolare pregio, che attestano una frequentazione del sito dall’età ellenistica fino al 1600: frammenti di anfore da trasporto, ceramica comune e da fuoco, coppe dipinte, graffite ed invetriate, ciotole policrome sotto vetrina, fondamentali per la ricostruzione storica di un’area peraltro collegata alla chiesa di Santa Maria della Giustizia.
Ecco il video che mostra le operazioni di recupero del relitto. (Il Quotidiano)



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